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Inserito il - 20/05/2007 : 17:25:22
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C'era una volta un giovane, un povero indiano che viveva tra gli uomini bianchi in una citt?. Non aveva casa, parenti, amici. Era venuto in citt? a cercar fortuna e aveva trovato solo infelicit? e dolore. Di quando in quando, lavorando come un mulo, guadagnava pochi centesimi che a stento gli bastavano per un boccone di cibo; altrimenti doveva mendicare o rubare per mangiare.
Un giorno il giovane and? nella piazza del mercato. Passeggi? confuso su e gi? per la piazza, con gli occhi che impazzivano alla vista di tutte le cose buone la riunite. Era cos? frenetico che non vide dove metteva i piedi e fin? per inciampare in certi canestri cadendo addosso ad un vecchio.
Il vecchio trasportava quattro enormi grandi zucche e si era appena seduto per riposare e mangiare. Al vecchio era parso molto strano che il giovane fosse inciampato su di lui. Non era arrabbiato per essere stato disturbato, ma stupito che proprio quel giovane fosse caduto si di lui. Il giovane dall'altra parte, era arrabbiato e disse al vecchio di togliersi dai piedi. Non si preoccupava affatto della causa del loro incontro. Non si era accorto che le loro vie si erano veramente incrociate.
Le zucche del vecchio si erano rovesciate e rotolavano gi? per la strada. Quando il giovane le vide pens? di aver trovato il cibo per la giornata. Aiut? il vecchio a tirar su le pesanti zucche e insist? ad aiutarlo e trasportarle. Il vecchio disse che andava a casa sua sulle montagne e il giovane insist? ad accompagnarlo, almeno per una parte della strada.
Il vecchio prese la via dlle montagne e mentre camminavano diede al giovane una parte del cibo che aveva acquistato al mercato. Il giovane mangi? di gusto e quando fu pienamente soddisfatto incominci? ad accorgersi di quanto pesavano le zucche e le afferr? ben strette. Il giovane domand?: <che cosa trasportate in queste zucche?>. Il vecchio non rispose, ma disse che gli avrebbe mostrato un compagno o amico che poteva alleviare le sue pene dandogli consiglio e sagezza sulle cose del mondo.
Il vecchi? evoc? il cervo pi? bello che il giovane avesse mai visto. Il cervo era cos? mansueto che and? da lui e gli cammin? intorno. Il cervo scintillava e splendeva. Il giovane rimase affascinato e cap? immediatamente che era uno "spirito cervo". Il vecchio disse che se voleva avere come amico quel cervo e la sua saggezza, tutto quello che doveva fare era lasciare andare le zucche.
Nel sentire una simile richiesta l'avidit? del giovane si risvegli?: <che cosa avete in queste quattro enormi zucche?>. Il vecchio aveva risposto molto serenamente di trasportare cibo: <pinole e acqua>.
Il giovane si mise a camminare in cerchio un paio di volte. Il cerchio raffigurava la meditazione del giovane. Il giovane non aveva creduto una sola parola. Immagin? che se il vecchio, ovviamente uno stregone, era disposto a dare uno "spirito cervo" per le sue zucche, allora le zucche dovevano essere piene di un potere impensabile. Il giovane dichiar? che voleva avere le zucche.
Il giovane prese le sue zucche, se ne fugg? in un luogo isolato e le apr?. Dentro le zucche c'era soltanto cibo e acqua. E il giovane in un impeto di collera, le schiacci? contro le rocce.
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desiderioscuro
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Inserito il - 23/05/2007 : 21:06:56
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Questa ? la storia di quattro individui: Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno. Bisognava fare un lavoro importante e si chiese a Ognuno di occuparsene. Ognuno si assicur? che Qualcuno lo facesse. Chiunque avrebbe potuto occuparsene, ma Nessuno non fece mai niente. Qualcuno s'arrabbi? perch? considerava che per questo lavoro Ognuno fosse responsabile. Ognuno credeva che Chiunque potesse farlo, ma Nessuno mai si rese conto che Ognuno non avrebbe fatto niente. Alla fine Ognuno rimprover? Qualcuno per il fatto che Nessuno non fece mai quello che Chiunque avrebbe dovuto fare.
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Inserito il - 24/05/2007 : 08:42:08
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<Una volta che un uomo ha vinto la paura, ne ? libero per tutto il resto della sua vita perch?, invece della paura, ha acquistato la lucidit?: una lucidit? mentale che cancella la paura. A questo punto l'uomo conosce i suoi desideri; sa come soddisfare i suoi desideri (...)
La lucidit? costringe l'uomo a non dubitare mai di se stesso. Gli da sicurezza di poter fare tutto ci? che gli piace, perch? vede chiaramente in tutto. Ed ? coraggioso perch? ? lucido e non si ferma davanti a nulla perch? ? lucido. (...)
"Che cosa accadr? all'uomo che fugge per il terrore"? "Non gli accadr? nulla, tranne che non imparer? mai. Sar? forse un uomo borioso, o innocuo, o spaventato; in ogni caso sar? un uomo sconfitto. Il suo nemico avr? messo fine ai suoi desideri".
<Un uomo ? sconfitto solo quando non tenta pi? e si lascia andare>.
<Se cede alla paura non la vincer? mai, perch? avr? paura di imparare e non tenter? pi?. Ma se cerca di imparare, pur in mezzo alla paura, alla fine la vincer? perch? non si veramente abbandonato ad essa>.
[Carlos Castaneda]
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desiderioscuro
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Inserito il - 25/05/2007 : 17:01:33
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Un leone s?imbatt? in un gregge e con sua grande sorpresa ,scorse un altro leone tra le pecore .Si trattava di un leone cresciuto nel gregge , da quando era un cucciolo.Belava come una pecora e si muoveva come una pecora.Il leone si diresse dritto verso di lui, e quando il leone-pecora Si trov? di fronte al leone vero , si mise a tremare come un fuscello.Il leone gli disse:?Cosa fai in mezzo a queste pecore??.Il leone-pecora gli rispose:? Sono una pecora?.E l?altro :? Ho,no che non lo sei. Adesso vieni con me?.Port? il leone-pecora fino a uno specchio d?acqua e disse .:?Guarda? Quando il leone-pecora vide il proprio riflesso nell?acquaemise un potente ruggito. In quel momento si trasform?, e non fu mai pi? lo stesso.
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Inserito il - 29/05/2007 : 08:51:28
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<Un gruppo di operai dalla mattina presto lavorano alacremente sotto il sole cocente in prossimit? del mare. Verso mezzogiorno decidono di riposarsi e si stendono sulla spiaggia a godersi la giornata. Pi? in la, poco dopo, arriva un gruppo di persone appena svegliate e con dire baldanzoso, vedendo gli operai distesi, esclamano: <ah, ? questo il vostro modo di lavorare?>.
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Inserito il - 05/06/2007 : 09:05:40
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Citazione: Messaggio inserito da lametropolis
Luca 8,5
"Il seminatore usc? a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inarid? per mancanza di umidit?. Un'altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono. Un'altra cadde sulla terra buona, germogli? e frutt? cento volte tanto". Detto questo, esclam?: "Chi ha orecchi per intendere, intenda!".
Luca 8,11
Il significato della parabola ? questo: Il seme ? la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perch? non credano e cos? siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione vengono meno. Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione. Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza.
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desiderioscuro
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Inserito il - 05/06/2007 : 15:45:46
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Paradiso Nuovo
Un uomo camminava per una strada con il suo cane. Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto. Si ricord? di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni. Si chiese dove li portava quella strada. Dopo un po' giunsero ad un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo. In cima ad una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole. Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro. Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania. Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo? - Questo ? il Paradiso, signore, - rispose l'uomo. - Wow! E non si potrebbe avere un po' d'acqua? - Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata. L'uomo fece un gesto e il cancello si apr?. - Non pu? entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane. - Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo. L'uomo pens? un istante, poi fece dietro front e torn? in strada con il suo cane. Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta. Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero. - Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua? - S?, certo. Laggi? c'? una pompa, entri pure. - E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane. - Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola. Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco pi? in l? c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola. Il viaggiatore riemp? la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offr? al cane. Continuarono cos? finch? non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero. - Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore. - Questo ? il Paradiso. - Be', non ? chiaro. Laggi? in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso. - Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello ? l'Inferno. - E non vi secca che usino il vostro nome? - No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.
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Inserito il - 05/06/2007 : 23:25:50
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La via della conoscenza ? una via imposta. Per imparare dobbiamo essere spronati. Lungo la via della conoscenza combattiamo sempre qualcosa, evitiamo qualcosa, siamo preparati a qualcosa; e quel qualcosa ? sempre inesplicabile, pi? grande e pi? potente di noi.
Le forze inesplicabili verranno da te. (...) perci? non c'? niente che tu possa fare che prepararti alla lotta. Il mondo ? davvero pieno di cose spaventose e noi siamo creature impotenti circondati da forze inesplicabili e ostinate.
L'uomo comune, per ignoranza, crede che quelle forze possono essere spiegate e cambiate, non sa come farlo realmente, ma si aspetta che presto o tardi le azioni dell'umanit? le spiegheranno o le cambieranno.
Lo stregone, d'altra parte non pensa di spiegarle o cambiarle; impara invece a usare quelle forze dando una nuova direzione a se stesso e adattandosi alla loro direzione.
Solo chi si comporta come un guerriero pu? sopravvivere sulla via della conoscenza. Ci? che aiuta lo stregone a vivere una vita migliore ? la forza che viene dall'essere un guerriero.
Tu sei stato portato da me, ed io ti ho fatto un gesto. E' mio impegno insegnarti a VEDERE. Non perch? io lo voglia personalmente, ma perch? tu sei stato scelto... io sono stato spinto dal mio desiderio personale a insegnarti a sentire e agire come un guerriero... E' mio impegno personale fare di te un guerriero cos? che tu non ti sgretoli.
Penso che sia inutile lasciarsi andare, un guerriero deve essere preparato solo alla lotta.
Lo spirito di un guerriero conosce solo il lottare, e ogni lotta ? l'ultima battaglia del guerriero sulla terra.
...il guerriero nella sua vita quotidiana sceglie il sentiero che ha un cuore. E' la scelta coerente del sentiero che ha un cuore a rendere il guerriero diverso dall'uomo comune.
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Inserito il - 09/06/2007 : 01:30:43
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da http://www.lameziaweb.biz/forum/top...D=1714#38360
La natura imita se stessa: un seme gettato in una terra buona fruttifica; un principio gettato in un cervello buono fruttifica: B.PASCAL
Aforismi, metafore, citazioni, frasi consentono di spiegare facilmente concetti difficili di inviare messaggi evolutivi a chi ? ricettivo.
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Sambrasi
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Inserito il - 11/06/2007 : 00:55:47
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aimamma quanti cosi sai o lametropolis ma ma dici na cosa tua?
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Inserito il - 20/06/2007 : 10:43:42
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..."Oppure di cercare un tesoro. L'Anima del Mondo ? alimentata dalla felicit? degli uomini. O dall'infelicit?, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale ? il solo dovere degli uomini. Tutto ? una sola cosa. E quando tu desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinch? tu realizzi il tuo desiderio." (...) "Perch? parlate di queste cose proprio con me?" "Perch? tu cerchi di vivere la tua leggenda personale. E stai per cedere." "E voi comparite sempre in momenti simili?" "Non sempre in questo modo, ma non ho mai tralasciato di rivelarmi. Talvolta mi manifesto sotto forma di una buona via d'uscita, di una buona idea. Talaltra, in un momento cruciale, rendo le cose pi? facili. E cos? via. Ma la maggior parte delle persone non se ne accorge neppure.
Il vecchio raccont? come, una settimana prima, fosse stato costretto ad apparire a un cercatore di pietre preziose sotto forma di un sasso. L'uomo aveva abbandonato tutto per andare in cerca di smeraldi. Per cinque anni aveva lavorato in un fiume e spaccato 999.999 sassi alla ricerca di uno smeraldo. A quel punto aveva pensato di desistere, quando gli mancava un solo sasso, solo uno,per trovare lo smeraldo. Ma era un uomo che aveva scommesso sulla propria Leggenda Personale e quindi il vecchio aveva deciso di intervenire. Si era trasformato in un sasso che era rotolato sul piede di quell'uomo il quale, con la rabbia e la frustrazione dei cinque anni perduti, con un calcio lo aveva scagliato lontano. Ma lo aveva lanciato con tanta forza che il sasso, sbattendo contro un'altra pietra, si era spaccato, mettendo in mostra lo smeraldo pi? bello del mondo.
"Gli uomini scoprono ben presto la propria ragione di esistere, disse il vecchio con una certa amarezza nello sguardo. Forse ? questo il motivo per cui desistono altrettanto presto. Ma il mondo ? cos?."(...)
"I tesori emergono dalla terra grazie ai corsi d'acqua, e da questi stessi flussi sono seppelliti".
PAULO COELHO, "L'ALCHIMISTA"
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