LameziaWeb
   
 
 
 
 Login
Richiedi la tua e-mail personale!
tuonome@lameziaweb.biz
 
A Natuzza gli stessi onori di una santa
  Stampa Invia ad un amico Commenta nel Forum Articolo Letto 1157 volte  
 
Paravati - In migliaia sotto la pioggia per l'arrivederci a Natuzza Evolo, la mistica di Paravati spirata all'alba della domenica di Tutti i Santi. In migliaia, provenienti non solo dalla Calabria, hanno sfidato il maltempo per «fare festa con Natuzza in questo momento nella gloria dei Santi».
Un applauso si è levato spontaneamente dalla folla, assiepata ovunque per proteggersi dalla pioggia a tratti battente, nel momento in cui il corteo, aperto da 120 sacerdoti, ha iniziato ad arrivare sul sagrato della costruenda chiesa della Fondazione "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime" di Paravati. Un applauso che è diventato scrosciante all'apparire della bara con la salma di Natuzza, salutata dallo sventolio di centinaia e centinaia di fazzoletti bianchi. Rappresentanti istituzionali da una parte, clero dall'altra parte dell'altare, ai cui piedi è stato sistemato il feretro, semplice ed essenziale. Di fronte il popolo, «il santo popolo di Dio», ha detto il vescovo della diocesi Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, ma anche il popolo di Natuzza. E quasi a sottolineare il rapporto che legava la mistica alla gente, ai semplici di questa terra, ieri è stata la figura di un anziano che si stagliava in una campagna attigua alla spianata della Fondazione. Solo, sotto un albero d'ulivo l'uomo ha pregato in silenzio per tutta la durata dei funerali.
Sull'altare, accanto a mons. Renzo, altri cinque vescovi in rappresentanza della Conferenza episcopale calabra e l'inviato della Segreteria di Stato vaticana, mons. Giovanni D'Ercole. La sua presenza, unita a quella di mons. Renzo, di mons. Antonio Ciliberti, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, di mons. Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, di mons. Giuseppe Fiorini-Morosini, vescovo di Locri-Gerace e dei vescovi emeriti, mons. Vincenzo Rimedio e mons. Domenico Cortese, ha messo in risalto la posizione di grande rispetto della Chiesa nei confronti di una donna che si definiva «verme di terra», dalla grande spiritualità e con una fede incommensurabile «capace – ha rimarcato mons. Renzo – di trascinare le montagne». Una donna, Natuzza, che si è sempre sottomessa al volere della Chiesa, alle sue gerarchie; che non tentennò neppure quando il vescovo le impedì – tanti anni fa – di ricevere le persone. La mistica chinò la testa, obbedì in silenzio e con umiltà.
Natuzza, santa subito? Interrogativo al quale il vescovo Renzo, durante l'omelia, ha dato una risposta. Quando ha accennato al processo di beatificazione un forte applauso ha rotto il silenzio, ma il prelato ha cercato di far capire che il problema non è iniziare al più presto l'istruttoria. «Questo non è un problema di Natuzza – ha osservato – e solo nostro. Lei è già santa, perché in paradiso. Natuzza ha già fatto una morte da santa. Certo, ottenere un riconoscimento ufficiale sarà per noi tutti motivo di giubilo ed esaltazione, ma resta un fatto marginale che sarà affrontato , senza fretta e seguendo i percorsi canonici che faremo scattare. E poi se è volontà di Dio, sarà lui a segnare i tempi . Solo così faremo gli interessi di Natuzza».
E ancora, dopo aver rilevato il grande coraggio di Natuzza, sorretto da una fede incondizionata a tal punto da farsi carico di tutto il «dolore di Gesù» e di riuscire quasi a sollevarsi, nei minuti precedenti la morte, per baciare il crocifisso del pettorale del vescovo, mons. Renzo ha esortato i giovani a farsi carico dell'eredità di amore lasciata da Natuzza: «Prendete voi questo testimone e lei vi seguirà e vi accompagnerà dal cielo con vero amore di mamma». Infine l'augurio del prelato alla mistica: «Auguri mamma Natuzza per il tuo dies natalis che ti ha portata risorta in cielo nell'onore dei santi. Veglia affinché sia sempre il nostro amore a vincere. Il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime ti accolga nel suo abbraccio materno e ti affidi a Gesù per l'eternità».
Ma, a rendere onore a una donna che ha saputo, con la sua disarmante semplicità, toccare il tasto dell'amore nel cuore di tutti, è stato anche il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, presente alle esequie con l'esecutivo regionale. E poi tanti altri esponenti politici e istituzionali, numerosissimi sindaci con la fascia tricolore e il gonfalone.
«Ci ha lasciato una grande donna calabrese che ha svolto una funzione sociale importantissima – ha commentato, con commozione, il governatore Loiero, prima dell'inizio delle esequie – . Ha lenito tante sofferenze e ha sciolto tanti dubbi a molte persone. Tanta gente – ha aggiunto – ha trovato in lei un conforto e un richiamo sul fatto che c'è un'altra vita al di là di quella che viviamo quotidianamente. Nel contesto sociale di oggi questo suo messaggio è molto importante».
Al termine del rito funebre, tutti i 120 sacerdoti presenti, prima di lasciare l'altare, si sono inginocchiati e hanno baciato la bara della mistica di Paravati. Ma prima che la concelebrazione volgesse al termine, padre Michele Cordiano ha ricordato a tutti che domenica a Paravati sarà celebrato l'anniversario dell'arrivo della statua del "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime". «Mamma Natuzza non sarà più fra noi – ha detto – ma ci guarderà con amore dall'alto». Infine ha comunicato ai pellegrini che sarà possibile pregare sulla tomba di Natuzza soltanto tra una settimana.
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
© 2001 www.lameziaweb.biz |Terms of use |Privacy Policy |Scrivi alla Redazione |Segnala un errore |Studio Grafico Fradaweb