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Politica culturale, convegno organizzato dai ds |
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - Architetti, imprenditori, rappresentanti di associazioni si sono riuniti per discutere di politica culturale e dei rapporti tra i vari settori cittadini che possano portare in sinergia ad una crescita e ad una migliore qualità della vita. L'incontro organizzato dai Ds sul tema "Idee di politica culturale per Lamezia" nella sala del consiglio comunale è stato aperto da Gennaro Di Cello, dell'associazione "Inrete", che ha parlato di «distretto culturale evoluto», e ha indicato come punti di riferimento i modelli di sviluppo della creatività.
«L'economia – ha sottolineato Di Cello – non deve basarsi solo sul principio del guadagno, che svilisce l'identità culturale, ma questa dev'essere rilanciata come fattore di innovazione. La cultura, peraltro, può creare sviluppo economico, se qualificata in modo specifico. La qualità della città spinge i professionisti a vivere in luoghi idonei alla loro formazione e la cultura agisce come agente sinergico per tutti i sistemi locali che potrebbero essere indirizzati verso una politica di sviluppo».
Per Di Cello «occorre scommettere sulla parte migliore di noi stessi per realizzare quello che è davvero un sogno collettivo».
«La cultura è la leva del marketing – ha sostenuto l'imprenditore Emilio Leo – ed è essenziale che competitività e cultura proseguano insieme per una rinascita economica. Bisogna creare condizioni di ricchezza sociale, perché l'innovazione non è solo tecnologica ma è al servizio del contenuto. Per esempio la moda è un investimento nella cultura, e può essere davvero fattore di sviluppo e di crescita».
«La progettazione è la realizzazione di interventi che producono attività culturale» ha detto invece nel suo intervento Vincenzo Bernardi, architetto. Che si è anche provocatoriamente chiesto: «Come si può parlare di cultura urbana e del territorio quando si è privi di regole che generano una situazione urbana?».
Per Bernardi «la distruzione del paesaggio storico, l'abusivismo di terza abitazione e la realizzazione diffusa dell'illegalità che hanno corrotto i corsi d'acqua con fenomeni preoccupanti di dissesto idrogeologico, hanno decretato in tutto il Mezzogiorno una scarsa fiducia nell'opera pubblica. E incide su tutto ciò anche la chiusura del territorio e una periferia che fa fatica ad entrare in rete».
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| Autore: Fonte: gazzettadelsud.it | |
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