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Nuova Provincia: Galati in commissione
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - «Bisogna chiamare tutti gli schieramenti politici perchè si esprimano in commissione parlamentare Affari istituzionali, presieduta da Luciano Violante che conosce bene questa città». Due messaggi in uno lanciati ieri pomeriggio dall'onorevole Pino Galati nella commissione speciale per Lamezia Provincia riunita al Comune pochi minuti prima della partita dell'Italia.
Il primo messaggio è quello di una specie di "patto istituzionale" tra tutti i partiti «perchè sulla Provincia lametina non ci possono essere divisioni». Il secondo è ancora più importante: coinvolgere le nuove forze di maggioranza al governo, a cominciare dall'Ulivo, e da uno dei leader che è il diessino Violante, legato da anni al territorio lametino.
Ma come procedere? Galati, deputato dell'Udc recentemente rieletto nel partito di Casini, e segretario della Camera, nella scorsa settimana ha ripresentato il disegno di legge per l'istituzione della nuova Provincia che nella scorsa legislatura era stato firmato da un gruppo di parlamentari dell'Udc non calabresi. «La creazione della Provincia non è una battaglia di parte contro Catanzaro», ha detto Galati. Secondo cui il primo punto da cui partire è proprio questo: l'ampio consenso verso questo progetto, dimostrato soprattutto con l'approvazione all'unanimità del consiglio comunale lametino, ma anche da molti Comuni del comprensorio.
In commissione Affari istituzionali, sec ci sarà il consenso di tutti i gruppi, si potrà procedere all'approvazione del ddl in sede deliberante, cioè col voto diretto dell'organismo parlamentare e senza andare in aula. Abbreviando così un iter molto più lungo e pieno di insidie. Ma il deputato dell'Udc ha tirato in ballo un altro autorevole esponente del centrosinistra, puntando sul governo Prodi: «Quello lametino è un territorio a cui lo Stato ha detto di voler essere molto vicino, e il sottosegretario all'Interno Marco Minniti su questo è stato esplicito». Riferendosi al recente provvedimento del sottosegretario che ha inviato una task force di investigatori nel Lametino per far fronte all'emergenza criminalità.
Per Galati la Provincia non è la cura per tutti i mali di Lamezia, « ma è uno strumento che porta vantaggi anche sul piano della sicurezza con la creazione di una questura e dei comandi provinciali di carabinieri e guardia di finanza». E tra i vantaggi è stato ricordato anche il recente passaggio di nuove deleghe dalla Regione alle Province che permetteranno agli enti intermedi di accedere direttamente ai fondi comunitari.
È arrivata anche la frecciatina da parte del parlamentare d'opposizione: «Se Regione e Stato ritengono ci siano altre condizioni per lo sviluppo di Lamezia e dell'hinterland, le propongano».
Il presidente della commissione Nuova Provincia, Francesco Grandinetti, ha ricordato che il parere della Regione non è vincolante per l'approvazione del ddl in parlamento. «Ma è obbligatorio», ha aggiunto Gianfranco Luzzo, presidente del consiglio comunale. Ulteriore correzione di Galati: «Non è vincolante il parere, ma è vincolante sapere l'idea dei consiglieri regionali».
Anche Grandinetti ha lanciato un appello «per superare le divisioni tra partiti». E il segnale positivo in questo senso è arrivato dalla condivisione di un altro punto, che va oltre quello di Lamezia capoluogo: ridisegnare il territorio calabrese per riequilibrarlo anche politicamente, visto che Cosenza ha il maggior numero di consiglieri regionali e di assessori.
«Il problema c'è ed è oggettivo, ed è giusto proporlo nella sua oggettività senza forzature: Lamezia è la terza città della Calabria per popolazione». Parole di Gianni Speranza, il sindaco che ha proposto l'audizione in commissione comunale dei sindaci del comprensorio, ma anche di consiglieri regionali e parlamentari eletti nel comprensorio.
Grandinetti ha raccolto subito la richiesta del primo cittadino, condivisa anche da Galati in un clima di "volemoce bene". A breve sarà fissato un calendario d'incontri in commissione con i sindaci. Poi toccherà ai consiglieri regionali, infine a deputati e senatori. A quel punto, se si registreranno ampie convergenze sul disegno di legge, si farà il passo più importante: tutti a Roma per incontrare il presidente della commissione Affari istituzionali.
 
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Autore: Fonte: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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