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Mulè su Lamezia provincia: "delirio localistico" |
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - “Il delirio localistico del deputato Pino Galati è una fuga dalle sue responsabilità politiche nei confronti della regione e dal suo stesso collegio elettorale ed appare una insipiente risposta ai problemi della Calabria media che necessita di un forte risanamento morale, presidio di un buon esercizio di governo e di una non scadente gestione di mansioni parlamentari”. È quanto afferma in una nota Cesare Mulè, ex sindaco di Catanzaro ed ex assessore provinciale, a proposito della ipotizzata istituzione della provincia di Lamezia. Mulè sottolinea che nella sfera pubblica “è necessaria un’animazione etica alta, capace di valutare e gestire lo sviluppo di tutta la comunità e non solo di singoli gruppi o ambiti. E aggiunge, “l’equilibrio, l’armonia, la coesione sono coefficienti sicuri da coniugare con la elaborazione di un quadro generale di avanzamento senza sperperi finanziari dissennati”. Per cui “piuttosto che moltiplicare occorre semplificare ed agire senza lusinghe, carezzevoli ma ingannevoli, come i sogni determinati da droghe che portano ad evocare fantasmi”. Per Mulè un buon politico deve essere “realistico e non inseguire o diffondere fumisterie per tornaconti elettorali o economici, perché un processo non può partire da entità nane, soprattutto in una regione dove due province contano più di 150 comuni ciascuna”. Per tutti questi motivi Mulè afferma di condividere, invece, l’articolata dichiarazione rilasciata da Pippo Capellupo a commento critico della iniziativa assunta da Galati “tanto più che Capellupo non è soltanto un provetto assessore provinciale, privo di smancerie ma è anche un dirigente di prima linea dell’UdC, lo stesso partito dove è collocato il deputato Galati. Il Lametino - prosegue la nota di Mulè - ha vocazioni che nascono dalla natura del suo territorio, da sempre assecondate dal ceto dirigente provinciale e regionale. Ne ho scritto in passato nel dettaglio e non mi ripeto ma ne ho viva la memoria per essere stato capo gruppo consiliare di maggioranza prima e, successivamente, Assessore provinciale allo sviluppo economico ed al turismo, negli anni in cui si teorizzò la programmazione territoriale, l’ubicazione del nucleo industriale, il sorgere dell’aeroporto di S. Eufemia, la costruzione della via dei Due Mari, l’orientamento dato all’assetto dell’agricoltura con la provvista d’ingenti flussi finanziari, l’ipotesi di una grande Università baricentrica rispetto al territorio regionale”. “Pippo Capellupo - scrive ancora Mulè - riconosce proprio questo comportamento allorché pone in evidenza “l’esperienza storica di una Pubblica Amministrazione locale, da sempre fattivamente impegnata su progetti d’interesse comune” e ripropone una ipotesi di assetto basato su di un robusto asse trasversale collegante gl’impulsi e le intraprese dello Jonio ed il Tirreno con la formazione di un agglomerazione policentrica con “l’obiettivo fondamentale la realizzazione di una conurbazione lineare tra Catanzaro e Lamezia di maggiore qualità e migliore funzionalità”. La frammentazione proposta da Galati - spiega Mulè- ci riporta alla logica medievale e passatista del piccolo orticello e non nella logica dei grandi spazi territoriali ed alle intraprese imprenditoriali scaturenti da impulsi propri gestiti con oculatezza, cosa diversa dalle esperienze vissute, forse, da Galati che si è esercitato su iniziative assistite artificiosamente. “Forse - conclude la nota di Cesare Mulè- se fosse stato assistito, come sino a qualche anno addietro, dal suo consigliere e collaboratore on. Vito Napoli (intelligenza vivace ma non avventato) non si sarebbe smarrito nel nanismo. Intanto ha penalizzato il suo partito che sta perdendo colpi proprio in una stagione politica che potrebbe essere molto propizia per praticare guadi conducenti a strategie di ampio respiro, non pervase da provincialismi gretti”. |
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| Autore: Fonte: ilgiornaledicalabria.it | |
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