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La Dda indaga sulla Sacal |
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - Dopo la "visita" della polizia al Comune, nei giorni scorsi ce n'è stata un'altra all'aeroporto. Nella sede della Sacal, la società che gestisce lo scalo, gli investigatori sono andati ad acquisire vecchi documenti risalenti al 2001 sull'assunzione in odore di mafia di un operaio.
Anche di questo caso si sta occupando la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro attraverso il sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, che ha aperto un fascicolo su molte delle ipotesi di reato contenute in una relazione di Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno, allegata al decreto di scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti mafiosi firmato dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Le accuse della procura antimafia riguardano il consiglio sciolto per mafia e la vecchia giunta, ma anche l'amministrazione della Sacal fino al 2001.
Nel dossier del Viminale, che risale al 30 ottobre 2002, si fa riferimento ad «anomale cointeressenze nella gestione amministrativa del Comune che si rilevano dalla situazione di alcune società partecipate dall'ente». La relazione prosegue: «In una società costituita per la gestione dello scalo aeroportuale (la Sacal, ndr), di cui il Comune detiene il 20% del capitale, risulta assunto per chiamata diretta il congiunto di un personaggio di vertice di una cosca locale». Il clan è quello dei Iannazzo, uno dei più influenti della città e specializzato in traffico di droga, armi ed estorsioni.
A distanza di cinque anni è stata aperta un'inchiesta su quell'assunzione anomala. Il dipendente, tra l'altro, presta ancora servizio nella società aeroportuale lametina, come hanno accertato gli stessi inquirenti dalla documentazione messa a disposizione della magistratura dalla presidente della Sacal.
L'indagine della Dda comunque parte dall'attività del Comune tra il 2001 e il 2002. Gli investigatori hanno acquisito una quantità enorme di fascicoli che riguardano decine di assunzioni negli uffici comunali e nelle società partecipate avvenute in quegli anni, oltre a diverse delibere riguardanti i settori dei servizi sociali e degli appalti. Si tratta di assunzioni di parenti, congiunti e affiliati ai clan più noti della città, che secondo l'accusa sarebbero state possibili grazie all'intercessione di ex consiglieri e assessori comunali che il 5 novembre 2002 furono mandati a casa col decreto di Ciampi.
Le delibere sequestrate in grande segretezza nelle ultime settimane al Comune dagli investigatori sono oltre cinquanta. Si tratta di documenti in originale, e ci sono voluti alcuni giorni per reperirli e fotocopiarli negli uffici di Palazzo Maddamme, ma adesso sono tutta la documentazione è arrivata sulla scrivania del sostituto Dominijanni.
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| Autore: Fonte: gazzettadelsud.it | |
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