Lamezia Terme - L'estate sta volgendo al termine, anche se climaticamente siamo in pieno "sol leone" e sull'andamento turistico si è già scritto tanto e tanto si è detto sul flop di un'estate turistica deludente, sia in termini di flussi che di incassi. Tanti gli interventi che hanno messo a fuoco le varie carenze e le diverse responsabilità per un risultato negativo, quasi annunciato.
Non è certo sorprendente registrare perdite di presenze turistiche considerato che la Calabria e, nello specifico, il golfo di Sant'Eufemia hanno perso appeal e fascino.
Perchè meravigliarsi di spiagge deserte, di alberghi vuoti , di ristoranti in crisi di località turistiche semi deserte, quando vi è un tam tam allarmante sul fronte ambientale e depurativo?
Perchè aspettarsi miracoli se non si fa nulla per ottenerli?
A salvare la stagione, come al solito , sono stati i quindici giorni di agosto che hanno impedito il totale fallimento di una stagione turistica fiacca e desolante. Per approfondire la problematica abbiamo sentito uno dei protagonisti lametini del comparto turistico privato; l'imprenditore turistico, l'ingegnere Alessandro de Medici anche nella sua qualità di presidente di un consorzio turistico locale e di vice presidente del comparto turistico dell'Asso industria catanzarese.
Come definirebbe l'estate che non si può dire sia già trascorsa?
«Climaticamente eccezionale! Turisticamente fallimentare.
Naturalmente ho espresso due concetti sintetici ma che vanno meglio esplicitati.
Da sempre la Calabria vive di un clima favorevole in quanto in una posizione geograficamente ideale. Non a caso, è sempre stata definita la California italiana. Ma a questa grande chance non è corrisposta altrettanta lungimirante operosità di chi avrebbe dovuto pianificare e programmare lo sviluppo turistico della Calabria e del lametino in modo più specifico.
Da sempre ci accontentiamo di dati assolutamente risicati.
Si fa ogni anno un gran parlare di presenze, di arrivi , ma non si mette mai il dito sulla vera reale situazione. Per cui si continua a fare turismo spontaneo e non progettato.
Nessuna classe politica e dirigente è riuscita a trasformare l'unica vera e grande risorsa (materia prima) che la Calabria possiede, in ricchezza economica , sociale , occupazionale e culturale».
Siamo allora all'anno zero:
«No, non siamo purtroppo all'anno zero. Sarebbe stato meglio esserlo. In quanto partire da zero significherebbe non dover, sprecare risorse, energie e tempo per eliminare tanti errori e nefandezze perpetrate negli anni. Invece ripartiamo dai tanti errori fatti. A cominciare dalla distruzione delle coste, dalla centimificazione selvaggia, dall'assenza di piani turistici e da un mancato piano regionale di programmazione turistica che individuasse le vere specificità e le diverse vocazioni territoriali per trasformarle in offerta turistica in grado di essere competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Come peraltro da lei più volte puntualmente evidenziato nei tanti interventi fatti nel corso degli anni anche dalle colonne di questa testata».
Ritiene che in questi errori vi sia solo la responsabilità politica ?
«Assolutamente no! La responsabilità è di tutti noi: amministratori locali ,imprenditori, operatori turistici, operatori economici , operatori sociali e culturali e aggiungo anche dei cittadini. Ognuno per la propria parte di responsabilità.
Avremmo dovuto essere più civilmente responsabili pur se in modo diversificato; denunciando ed operando in modo razionale e non distruttivo».
Ma lei è un professionista (ingegnere), imprenditore turistico e presidente di un organismo consortile turistico.
Ed allora come la mette ?
«La metto proprio male. Infatti ho appena detto che mi assumo le mie responsabilità per le varie qualità che rappresento.
Ma, un conto è essere obbiettivi e realistici e non nascondersi dietro un dito. Un conto e far portare al sottoscritto il peso di responsabilità ben più grandi e generali. Ho fatto anche la mia parte nel tempo: allertando i colleghi, stimolando la classe politica, ma probabilmente avrei dovuto fare di più. in ogni caso non c'è più spazio per continuare a fare errori e neanche per continuare a lamentarsi. Occorre girare pagina imboccando un percorso virtuoso: pensare e progettare in grande per adeguarci agli standard qualitativi in direzione dell'eccellenza».
S'ì, ma la Calabria deve iniziare dai servizi primari: depurazione, rifiuti, una razionale governance del territorio in termini eco sostenibili.
«A questo mi riferivo, quando ho specificato che non iniziamo dall'anno zero, ma dobbiamo correggere gli errori. Gli errori sono proprio questi, perchè accanto a quello che lei ha già evidenziato dobbiamo anche aggiungere i servizi, le infrastrutture, i trasporti e via dicendo.
Abbiamo vissuto, anzi viviamo, da anni, una situazione depurativa allucinante che ha determinato una vera deblacle al turismo calabrese e lametino in particolare anche per come è stata gestita la grave situazione ambientale . sono stati spesi milioni di euro con varie fasi commissariali e non si è superata ancora l'emergenza.
Confido nell'attuale fase commissariale, che sembra debba essere la fase finale , che faccia uscire finalmente la Calabria e il lametino dalla grave emergenza. Dico questo perchè proprio oggi (ieri) ho incontrato l'attuale vice commissario per l'emergenza ambientale che mi ha rassicurato che avrebbe, entro breve, completato la fase risolutoria ed esecutiva degli impianti di depurazione dislocati lungo la costa lametina.
Naturalmente deve intervenire anche l'Ato per assicurare la gestione e la manutenzione. Vigileremo!
Cosa bolle in pentola in termini di programmazione turistica ?
«Vi è un'ampio respiro progettuale per il rilancio della costa lametina in termini turistici che vede Gizzeria e Nocera Terinese in una posizione privilegiata con aree di interesse turistico dove vi sono gruppi spagnoli , inglesi e russi interessati ad investire. Sono in corso trattative e accordi da definire tra operatori i e amministrazioni locali. Si tratta di investimenti importanti che cambieranno il volto turistico della costa lametina. Diciamo che si inizia a realizzare un'offerta turistica più consistente sul fronte degli insediamenti ricettivi di qualità e di eccellenza. Ci vuole naturalmente una grande sinergia tra pubblico e privato per realizzare attorno servizi e infrastrutture all'altezza del prodotto realizzato. Ne consegue che ci vorranno un paio di anni e una valida azione di marketing su cui lavorare in più direzioni.
Sul fronte della promozione invece, proprio domani (oggi), siamo in partenza con una delegazione provinciale di cui faccio parte e che comprende operatori turistici, economici e amministratori provinciali, che sarà ospite di una delle regioni più ricche e importanti dell'Ungheria: Neograd. Vi saranno incontri con personalità istituzionali, amministratori pubblici, operatori privati e organi di stampa.
Una trasferta per promuovere l' enogastronomia provinciale, le bellezze paesaggistiche, le località turistiche ma anche i prodotti tipici locali.
Sono previste azioni dimostrative con work-shop e presentazione di manufatti e prodotti della gastronomia tipica locale. E un pranzo che sarà offerto dalla nostra delegazione alle autorità e alle personalità che ci ospitano e sarà realizzato dai nostri chef che fanno parte della delegazione e con i prodotti tipici che spediremo con un mezzo idoneo in grado di assicurare la freschezza e la genuinità. Alle varie autorità saranno offerti i prodotti dell' artigianato catanzarese, donati personalmente dagli artigiani che seguiranno la delegazione». |