Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - "Con l'illustrazione del sistema di videosorveglianza è stata solo aperta una porta su un percorso di sicurezza per la città. Ma si tratta ancora di un percorso allo stato iniziale, in fase di valutazione e ancora tutto da completare": è la "linea difensiva" dell'amministrazione comunale, dopo le critiche pungenti e i dubbi sulla legittimità del progetto, avanzati di recente dal presidente dell'Acu, Giuseppe D'Ippolito.
Chiarimenti e dettagli sul progetto, illustrati ieri mattina in una conferenza stampa dal sindaco Speranza, unitamente al direttore generale, D'Ambrosio e agli assessori Sesto, Carnovale Scalzo, Miletta, Lucchino e De Benedetto.
Il sindaco incalza subito sulle "accuse": "Non è stato solo sollevato un dubbio o una discussione civile sulla questione ma una vera aggressione nei confronti dell'Amministrazione che invece si è preoccupata della sicurezza. Tale iniziativa esisteva già nel programma elettorale e condivisa da tutti i partiti". Speranza sottolinea subito l'impegno personale e dell'Amministrazione, nonché la prudenza, su tutte le questioni ambientali, e solo per citare un esempio, ricorda che tempo fa si era opposto all'installazione di alcune antenne. "Sui rischi dell'elettromagnetismo è stato comunque attivato un comitato tecnico scientifico aggiunge Speranza ma preciso che abbiamo presentato solo la presentazione di un accordo e non la predisposizione di un progetto", mentre l'assessore Sesto ribadisce la volontà dell'Amministrazione nella tutela dei cittadini sia per la salvaguardia della privacy ma specialmente per evitare rischi per la salute. "Non c'è dubbio che questa delicata operazione debba incontrarsi con i parametri di legge rimarca Sesto - anzi è un problema di scelta che contempla i bisogni di un territorio, tre cui in primis quello della sicurezza. Non è la soluzione ai nostri problemi ma può sicuramente rappresentare uno strumento nelle mani giuste e un aiuto per combattere alcuni fenomeni. Ma il dibattito è aperto e saranno utili tutti i contributi che ne conseguiranno".
Sulla motivazione che ha indotto l'Amministrazione a siglare un accordo con Telecom anziché usufruire del vantaggio dei finanziamenti, a costo zero, garantiti dal Pon sicurezza, e sulle differenze tra i due sistemi, l'assessore Sesto spiega che "si tratta di due sistemi diversi, con qualità d'immagine differenti, specie di notte, e che Telecom garantisce una qualità d'immagine migliore rispetto al collegamento via cavo. L'ideale sarebbe intrecciare i due sistemi in maniera in cui il fine a cui si mira, ossia la sicurezza, sia veramente utile, altrimenti rischiamo di installare delle telecamere che non servono niente. Tra l'altro aggiunge Sesto il sistema del Pon sicurezza è impostato tutto sulla videosorveglianza e rimodulato sul concetto del lavoro, della formazione e dell'accompagnamento dei soggetti critici. Ma questa amministrazione sa bene che, comunque, il concetto di sicurezza non passa unicamente dalla videosorveglianza". Mentre per l'assessore Carnovale Scalzo "con il Pon sicurezza si otterrebbe una fornitura residuale poiché si installerebbero della telecamere destinate alle forze dell'ordine e con tecnologie diverse".
Al di là delle differenze tra i due sistemi, il presidente dell'Acu, D'Ippolito, aveva palesato una slealtà di concorrenza sul mercato e l'anomalia di un'assenza del bando di gara. Sindaco e assessori rispondono che "l'accordo siglato con Telecom è solo un accordo di implementazione di servizi di telefonia e di internet per il Comune". D'Ambrosio sottolinea che tale accordo "prevede una collaborazione più ampia rispetto al pon sicurezza, e con un soggetto come Telecom che dà garanzie". E spiega che "sugli aspetti economici, Telecom ha messo a disposizione la sua professionalità, individuando ottimizzazioni della spesa telefonica dell'ente comunale, che consente di ottenere risparmi di 9 mila euro al bimestre ma anche qualcosa in più. Questi soldi potranno essere utilizzati per finanziare quasi interamente la spesa della videosorveglianza, pari 11.500 euro a bimestre. Se l'economia di spesa indicata da Telecom si attestasse effettivamente su questo valore minimo, la differenza a bimestre sarebbe di 2.400 euro. Ecco perché abbiamo detto che si tratta di un'iniziativa a costo zero perché l'impatto sul bilancio è pressoché nullo. La qualità della spesa è la stessa continua D'Ambrosio - e dal punto di vista del bilancio manteniamo fermi i valori che avevamo, avvalendoci nell'individuare le forme di risparmio della professionalità della Telecom, che aderisce non con spirito commerciale o per fare business, ma a raggiungere un obiettivo posto dall'amministrazione, quello della sicurezza". Ma rimane il dubbio sulla mancata indizione di una gara d'appalto. E per D'Ambrosio "la certezza di economia e risparmio esclude la possibilità della gara, che dal punto di vista teorico forse poteva anche garantire lo stesso risultato ma sarebbe mancato quel legame stretto sull'economia delle spese telefoniche e l'investimento sulla videosorveglianza. Del resto sono previste nell'ente amministrativo ipotesi di acquisto di forniture degli enti che non richiedono la procedura dell'evidenza pubblica. Se gli altri fornitori ritenessero che Telecom abbia potuto in qualche modo trarre profitto a danno degli altri, penso si attiveranno. Ma sarà il garante a valutare". E sul mancato rispetto del regolamento comunale? "Bisogna rivederlo aggiunge l'assessore Carnovale Scalzo anche se rispetto alla normativa vigente non è male. Comunque, se non si fa un catasto di tutte le antenne, autorizzate e non, nonché dei cavi dell'Enel, non si può capire il vero livello d'inquinamento elettromagnetico". Se da un lato l'amministrazione ha cercato di confutare i dubbi, dall'altro rimarca che "c'è massima apertura a tutti i contributi. Ma è un progetto ancora da valutare e non concluso". |