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Bregantini ha parlato del “Progetto Policoro”
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - Mons. Brigantini, instancabile e novello apostolo della legalità e della trasparenza, è venuto a Lamezia a parlare di lavoro nero.La problematica inerente il lavoro sommerso ha tenuto banco in questa settimana in città con una serie di incontri importanti che hanno messo in evidenza le zone grigie di un problema che investe in modo particolare il mondo del lavoro calabrese. Dopo l'incontro promosso dall'assessore provinciale Filippo Capellupo, presidente della commissione provinciale sull'emersione del lavoro non regolare che ha focalizzato le difficoltà delle imprese agricole nel reperire manodopera per i lavori agricoli alla luce del fatto che i residenti rifiutano le proposte di lavoro e le imprese non possono assumere gli extracomunitari e, quindi, regolarizzare le tante illegalità in quanto la legge che regola i flussi degli extracomunitari pone vincoli insormontabili. «Occorre creare una rete sinergica che costruisca dal basso un nuovo modello di sviluppo, una sorta di politica delle piccole forze». È quanto ha affermato a Lamezia Terme il presidente della Commissione regionale per l'emersione, Franco Laratta, nel corso di una tavola rotonda alla quale ha preso parte il vescovo della diocesi di Locri, mons. Giancarlo Maria Bregantini. L'incontro è stato promosso dal Progetto d'area della “Fondazione San Bruno” coordinato nell'ambito delle politiche per l'emersione e lo sviluppo locale dal tutor Emilio De Lellis, e finanziato dalla Fondazione Field, (Formazione-innovazione-emersione-lavoro-disegno del territorio) presieduta da Mario Muzzì. «Insieme dobbiamo riuscire a innescare un processo di cambiamento - ha aggiunto Laratta - che possa finalmente far guardare al futuro con più ottimismo». Il presidente della Commissione si rivolge ai giovani presenti coinvolti nelle cooperative sociali e nel Progetto Policoro. «La Calabria ha bisogno di un forte e rinnovato impegno per rilanciare lo sviluppo e l'occupazione», ma per giungere a questo risultato, afferma, «è necessario che ognuno faccia la propria parte, e che tutti insieme procediamo spediti verso questa meta, facendo nostri i principi di legalità perché - ha spiegato - non può esserci sviluppo senza regolarità». Per mons. Bregantini «È dalla scuola della vita che si trasmettono le esperienze acquisite alla politica per un rinnovamento vero e sostanziale. Dobbiamo guardare alle realtà, senza obiezioni, sapendo valorizzarle e sapendo leggere le specificità, trasformandole in tipicità, inserendole in una rete solidale. La vita è fatta di sogni e segni; il sogno è alimentato dai segni che, a loro volta, sono nati da sogni», ha proseguito Bregantini che ha ricordato l'incontro sul Progetto Policoro svoltosi a novembre ad Assisi. «Bisogna essere primizia - ha detto poi Bregantini -, puntare sulla qualità non per godere della propria perfezione ma per preparare alla qualità di chi verrà dopo, in una logica di dono della propria esperienza e della propria stessa vita». Secondo il coordinatore del Progetto Emersione Calabria, Cosimo Cuomo «la priorità del raggiungimento degli obiettivi si concretizza nella metodologia dell'approccio globale che, del resto, fa riferimento alla strategia europea. Occorre anzitutto per realizzare concretamente lo sviluppo, riconoscendosi nella storia e nel territorio, partendo dall'ascolto e, quindi, dall'analisi». È toccato poi al neo presidente della Fondazione Field, Mario Muzzì illustrare le finalità della Fondazione e del Progetto Emersione Calabria, ribadendo come la nostra regione debba sostenere le imprese e le piccole realtà produttive perché sono il volano della nostra economia. Per il direttore generale della stessa Fondazione, Antonio De Marco il Progetto Policoro «attraverso la rete degli animatori di Comunità e della Fondazione San Bruno, rappresenta un'esperienza abbracciata dalla Regione Calabria e sostenuta attraverso progetti come ad esempio il progetto Equal e lo stesso Pec - Piano emersione Calabria». «La giornata - ha detto Luigi Arcudi, coordinatore regionale del Progetto Policoro - può essere letta come tratto d'unione con il passato, come espressione dell'impegno profuso e del lavoro costante finora svolto, ma anche e soprattutto come tratto proiettato verso il futuro». Il presidente della Fondazione San Bruno, Sergio Principe, ha sottolineato «l'importanza della cooperazione sociale come modello vincente di sviluppo in Calabria». Per Katia Stancato, presidente regionale Confcooperative «bisogna lavorare concretamente mettendo a punto misure di politica economica, ad esempio lavorando sulla fiscalità di vantaggio».
 
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Autore: Fonte: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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