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Area industriale, Una Disneyland nella Piana |
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Lamezia Terme - LAMEZIA TERME - Un viaggio in una diversa dimensione, tra finzione e fantasia, in cui si passa dalle colonne d'Ercole e un castello medievale, a un fiume artificiale per fare rafting su un canotto tra le rapide pericolose, a un'orda di velociraptor e tirannosaurus rex che mettono i brividi. Un parco dei divertimenti laddove il divertimento finora non c'è mai stato: l'area industriale di San Pietro Lametino.
Il progetto di "Medipark", alias "Parco del Mediterraneo", è una proposta tirata fuori da Francesco Grandinetti, che oltre ad essere un consigliere comunale è anche un imprenditore di quarta generazione. E mette questo progetto a disposizione di Lameziauropa, la società che gestisce l'area ex Sir e che finora ha fatto più da agenzia immobiliare che non da volano per lo sviluppo dell'area industriale.
«Non c'è bisogno di fare un giro di boa tra gli imprenditori per sapere come investire i 36 milioni di euro del ministero delle Attività produttive», spiega Grandinetti, «perchè l'investimento potrebbe farlo direttamente Lameziauropa, che è persona giuridica».
Il problema, è bene ricordarlo, è il riutilizzo del finanziamento statale che era destinato a Biofata per la costruzione di un impianto agroalimentare che non ha mai visto la luce. E per il quale non è mai stato speso neanche un euro. Lameziaeuropa vuole riacquistare i 160 ettari di terreno venduti cinque anni fa a Biofata per 4 milioni di euro, ma l'incognita vera è cosa fare su quel terreno industriale.
La Regione ha manifestato l'intenzione di cofinanziare un progetto compatibile con quell'area, e su questa strada si sta dando da fare l'assessore regionale alle Attività produttive Nicola Adamo che sta incontrando gli imprenditori.
In questo momento, però, secondo Grandinetti è Lameziaeuropa che dovrebbe venir fuori come soggetto proponente di un disegno ambizioso per il quale non basta il solo finanziamento statale di 36 milioni di euro ancora disponibile. «I soci di Lameziaeuropa hanno referenze politiche ed economiche», osserva il consigliere di "Lameziaprovinciaenonsolo", «prova ne sia che sono già intervenuti per trovare 4 milioni di euro. Questo individua che hanno una capacità economica notevole». E Grandinetti indica Fincalabra, che è la finanziaria della Regione, Sviluppo Italia che è un'agenzia del ministero dell'Economia, ma anche soggetti locali come Provincia e Comune lametino.
«Bisogna fare un atto di coraggio per cambiare il volto della nostra zona, per attrarre gente», dice Grandinetti. E l'ingegnere parla dell'idea elaborata insieme ad altri progettisti.
Medipark vuole scopiazzare Disneyland Paris, con la sola differenza che se a Parigi il divertimento è possibile soltanto sei mesi all'anno per le condizioni climatiche sfavorevoli, nella Piana lametina sarebbe frequentabile anche dieci mesi all'anno.
Si è pensato ad un "parco a tema" sulla storia, partendo dall'età della pietra e dei disonauri ai giorni nostri. Un progetto eseguibile a moduli, in cui partire costruendo il padiglione preistorico o greco-romano, e poi col tempo sviluppando altri periodi storici col coinvolgimento di nuovi capitali, anche stranieri.
Laddove c'è ancora il pontile dell'ex Sir, che si staglia in mare fino a mezzo chilometro, c'è un progetto di "parco acquatico" con la costruzione di una specie di Nuova Atlantide. E nella pineta antistante il pontile ci sarà anche la possibilità di ricavare un "parco ambientale"per chi si diverte col relax e il contatto con la natura.
L'impatto ambientale dell'opera è basso. L'investimento si aggirà intorno agli 80 milioni di euro. L'occupazione prevista si aggira da un minimo di 700 addetti (erano 435 quelli preventivati da Biofata) ad un massimo di 2 mila quando la Disneyland mediterranea funzionerà a regime.
«Si tratta di un'iniziativa che», secondo Grandinetti, «creerebbe una forte dose di indotto con la realizzazione di tante strutture satellite sulla costa lametina: alberghi, ristoranti, cinema». ed a Gizzeria è anche prevista la realizzazione di un grande impianto alberghiero con un campo da golf per competizioni internazionali finanziato da Sviluppo Italia. «Divertimento e turismo potrebbero creare una sinergia esplosiva in una terra che ha un grande bisogno di sviluppo», spiega Grandinetti.
Ma un parco divertimenti è compatibile con un'area industriale? Risponde il consigliere-imprenditore: «Sicuramente più delle bufale di Biofata». |
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| Autore: Fonte: gazzettadelsud.it | |
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