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Disagi all'ufficio postale mobile
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FALERNA - C'è quasi rassegnazione ormai nei volti di molti di coloro che ogni giorno ricorrono all'ufficio postale mobile parcheggiato da oltre tre mesi nello spiazzo antistante alla chiesa di Falerna Marina. Un furgone-camper che sostituisce l'ufficio fisso che le Poste italiane non hanno più nella cittadina, da quando sono state sfrattate dai locali che occupavano. Avrebbe dovuto essere una soluzione provvisoria, ma il fatto che il tettuccio dell'ufficio mobile sia stato protetto da un telo impermeabile la dice lunga su quanto l'utenza debba aspettarsi. Immaginabili i disagi affrontati nei mesi estivi sotto il sole cocente.
Ma ancora peggiori, si osserva, saranno quelli che verranno con l'incalzare della stagione invernale. Se presto non si riattiverà un ufficio fisso, vento, pioggia e freddo colpiranno quanti dovranno fare la fila davanti al camper postale. Gli anziani, i disabili ne risentiranno di più ovviamente. Questo in un Paese che si pregia di far parte del ristretto club delle potenze mondiali e che dovrebbe garantire, quindi, in ogni angolo del suo territorio servizi efficienti ai contribuenti, sempre più tartassati per colmare i buchi neri della finanza pubblica. Lo scorso luglio l'assessore provinciale alle Politiche del territorio, Giuseppe Sirianni, diede notizia di un incontro con Francesco De Marco, direttore della Divisione rete territoriale delle Poste di Catanzaro, finalizzato ad affrontare il problema falernese. In quell'occasione De Marco avrebbe assunto personalmente impegni formali per una soluzione in tempi brevi, «entro e non oltre i primi giorni dopo Ferragosto». D'allora sono passati mesi, non settimane, ma la situazione è rimasta immutata. A meno che non si facesse riferimento al Ferragosto del 2006. C'è chi comincia a temere che l'ufficio mobile sia il prologo della futura attuazione di ben altra decisione per i servizi postali della località costiera, giacché è difficile credere che in tre mesi non sia stato possibile predisporre per l'utenza una nuova sede fissa delle Poste. Ma soprattutto la popolazione, riguardo alla vicenda, sta prendendo atto del silenzio, dell'inerzia di quelle forze politiche che in altre occasioni per i propri interessi di bottega sono state pronte a levare la loro voce, a scendere in campo. Evidentemente, si rileva, ora non ritengono gratificante intervenire per tutelare gli stessi concittadini ai quali in occasione delle elezioni insistentemente chiedono consensi: probabilmente i loro disagi non interessano tanto.
 
Fonte: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dal Lametino
 
 
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