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Lamezia provincia, protesta delle associazioni
LAMEZIA TERME - «Siamo molto delusi per non essere stati invitati al dibattito. Certo non sarà questo episodio a fermare la battaglia per "Lamezia Provincia" perché la gente ci crede ora più che mai e perché proprio il consiglio comunale ha deliberato favorevolmente e all'unanimità per l'istituzione dell'ente intermedio». Il coro ad una sola voce si leva davanti al Centro pastorale dove è in corso il convegno "Lamezia provincia: si, no! Intanto altro per governare meglio il territorio». C'è un bel gruppo di gente a contestare pacificamente l'incontro voluto dal Lions club cittadino, presieduto da Raffaele Grasso, e dal Centro riforme democrazia e diritti di Costantino Fittante.
Sono alcuni esponenti di movimenti e associazioni che negli ultimi anni si sono battuti per la nascita della nuova Provincia: Francesco Grandinetti, Francescantonio Mercuri, Aldo Gatti insieme a loro anche alcuni giovani lametini, quelli dei forum su internet che un mese fa hanno organizzato la grande manifestazione antimafia.
Intanto nel Centro pastorale il dibattito registra numerosi interventi. Il sindaco Gianni Speranza ribadisce: «La classe dirigente cittadina non può nascondere le proprie debolezze dietro la questione della provincia. Non farò mai nulla del genere perché me lo impongo come dovere morale. Dobbiamo cercare di fare dei passi avanti e non di oscillare tra la subalternità campanilistica e quella della rassegnazione». Il primo cittadino parla di «un corto circuito avvenuto negli ultimi anni tra Lamezia e il resto della regione, allora l'auspicio è che le diverse parti della città si integrino fra di loro per un rapporto più stretto e proficuo col comprensorio e con l'intero Calabria».
A schierarsi contro l'eventuale Provincia lametina è Aldo Stigliano Messuti, assessore alla Trasparenza ammnistrativa di Catanzaro che rappresenta il sindaco Rosario Olivo. «L'ente intermedio non risolve i problemi della città», sostiene deciso, «Catanzaro e Lamezia hanno peculiarità e funzioni diverse che possono crescere in una possibile conurbazione che valorizzi le rispettive vocazioni».
A non credere all'ipotesi di conurbazione tra le due città è Mario Magno, vicepresidente della Provincia. «Si tratta di due aree diverse per territorio e cultura», sottolinea, «ma insieme si possono trovare delle sinergie: non abbiamo mai pensato di schierarci contro il capoluogo». Magno si rivolge poi ai lametini che «spesso ritengono di poter essere autonomi. I dirigenti locali», incalza, «devono dialogare fra di loro per il bene della città».
Argomento spinoso quello della Provincia, che «rischia di far diventare impopolari, e per il quale non bisogna pronunciarsi seguendo logiche di partito o interessi personali». Ad affermarlo è Paolo Abramo, presidente della Camera di commercio, convinto che una nuova Provincia «debba nascere sulla base di un progetto di sviluppo, confrontato con degli studi di fattibilità. Più che parlare di un nuovo ente», rimarca Abramo, «riterrei opportuno individuare nuove strade legate a precise responsabilità istituzionali. Le legittime aspirazioni di Lamezia si possono valutare e concertare intorno ad un tavolo».
Ospite del convegno Franco Lorenzi, presidente del nuovo circondario di Imola portato ad esempio da Fittante come «una sorta di piccola Provincia, un nuovo soggetto giuridico con mansioni specifiche e rilevanti. Un'esperienza che al Nord sta dando i suoi frutti e che potrebbe funzionare anche da noi».
 
Autore: Fonte: gazzettadelsud.it
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