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LAMEZIA TERME
Lamezia Terme è la terza città della Calabria, con 70.501 abitanti è la 70esima in Italia, e rappresenta la maggiore città che si affaccia sul mar Tirreno nei 500 Km di costa che separano Salerno da Reggio Calabria.
 
Un pò di storia
La cittā di Lamezia Terme č stata costituita nel 1968 dall' On. Arturo Perugini, intenzionatissimo a riunire gli ex tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia, sotto il nome dell'odierna cittā. Aveva in mente di farne la Brasilia della Calabria; la cittā-Regione, proprio per quelle sue enormi capacitā che avrebbero potuto offrire sviluppo certo a tutta la Calabria. Lamezia č sita tra il mare Tirreno e il mare Ionio in una valle a sud del Monte Reventino. Il breve percorso che la separa dal mare (circa 5 Km), nonchč la possibilitā di accedere, a distanza di 16 Km, ad una quota elevata, 1050 metri sul livello del mare ( Passo di Acquabona ), la pongono in una posizione felicissima per quanto concerne l'attuazione di una villeggiatura, che si puō definire completa se si considera che, oltre alle varie comoditā di soggiorno in "loco", si ha, data la brevitā delle distanze, in uno stesso giorno, la possibilitā di accedere dal mare ai monti, e quindi, di godere i privilegi salutari dell'uno e dell'altro luogo. Tale prerogativa, fa si che Lamezia Terme venga definita come il meraviglioso luogo ove l'arancio confina col pino, l'ulivo con la vite, a conferma di quanto essa sia suggestiva e non priva di attrattive. Con un clima perfettamente mite d'inverno, per la sua accennata posizione in cui la natura l'ha posta, inondata di sole durante il periodo primaverile ed estivo, Lamezia č degna di preminente interesse turistico anche per le antichitā che ancora le rimangono a testimonianza del passato storico. La piana Lametina č zona archeologica di grande importanza. Nell'ambito del suo territorio si ricordano delle cittā, che hanno avuto notevole importanza nel periodo Greco-Romano. Prima fra tutte...Terina. E' dal fiume Lamato che Lamezia prende il nome (Lamato-lamelia-lametia-Lamezia) seguito da "Terme" per la presenza delle Terme di Caronte: acque che sgorgano a 39,4° con caratteristiche solfato-alcalino-ferrose-solfuree, sfruttate a scopo curativo, giā conosciuto al tempo dei romani come "Acquee Angae" (Licofrone V sec A.C.). Esiste, infatti, un apposito stabilimento termale al quale si accede attraverso una strada ( che si snoda dalla statale Nicastro-Sambiase appena fuori dall'abitato. Lo slabilimento sorge in contrada Caronte e da questa prendono il nome le Icrme. A nord della piana Lametina, sorgono i massicci presilani del Reventino e del Mancuso con i boschi di castagno e faggio; a sud le colline di Maida ricche di uliveti; ad ovest l'aera lametina č bagnata dal Mar Tirreno e caratterizzata dalla presenza del Golfo di S. Eufemia. Fino al 1930, la piana era un'ampia distesa paludosa, causa di malattie malariche. In seguito, il territorio fu interessato da una consistente opera di bonifica. Furono, Infatti, restituite alla possibilitā di un utilizzo agricolo tutte quelle terre precedentemente occupate dalla palude. Ne č una testimonianza di quel paesaggio, il lago "Ea Vota" conosciuto localmente come "u mariciallu". Oggi la piana accoglie importanti infrastrutture, quali l'aeroporto internazionale, lo svincolo autostradale A3, la stazione ferroviaria; ma presenta anche aziende agricole e zootecniche ad alto contenuto innovativo, con la produzione di insaccati, vini ed olii D.O.C., agrumeti, ortaggi e florovivaismo. Lamezia offre luoghi e spazi che ne fanno una meta turistica tutta da scoprire. Dal punto di vista naturalistico sono molte e ampie le spiagge Tirreniche lungamente baciate dal sole. Le bellezze ambientali dei Monti Reventino e Mancuso, permettono di vivere il bosco nei pių svariati modi: con il trekking ed i percorsi in mountain bike e con le attivitā eco-sportive.Dal punto di vista storico culturale, Nicastro offre l'opportunitā di visite interessanti ai centri storici, al museo archeologico, a quello diocesano ed alle produzioni di terracotta. Merita un cenno particolare anche la cattedrale datata 1600, con opere all'interno del sei-settecento. Bella la scalinata della Chiesa di Santa Caterina. Presso il seminario si trova una madonna forse del Gagini. Si svolge ancora presso qualche artigiano e qualche famiglia la lavorazione del ferro battuto e la tessitura della lana e cotone eseguita con i vecchi telai a mano.
 
Neocastrum (Nicastro)
Le testimonianze monumentali più importanti sono raggruppate nella zona storica di S. Teodoro, che ha il suo culmine nei resti del Castello Normanno-Svevo.
In seguito all'occupazione di Nicastro da parte di Roberto il Guiscardo, nel 1240 Federico II volle il riscatto della città compresa la roccaforte. Fin da subito Federico II, soggiornando nella piana, essendosi reso conto delle meraviglie naturali che vi si trovavano, ne fece la sua dimora preferita (veniva nella piana soprattutto per fare le sue battute di caccia) facendovi costruire un sontuosissima villa nella zona dell'odierna Contrada Palazzo che poi fu completamente distrutta. Purtroppo oggi, pur essendo stati molti i tentativi di ricerca, non si è riusciti ad individuare il sito preciso, tranne che qualche piccolo reperto trovato nelle campagne limitrofe. Tempo dopo nel Castello vi rinchiuse il figlio ribelle Enrico. Nicastro rimase città di Regio Demanio fino al 1417, in seguito fu fatta Contea dal Re Ferrante I d'Aragona, e nel 1608 l'intero Feudo venne venduto ai D'Aquino che lo tennero fino al 1799 quando rientro nel Regio demanio. Nel 1638 Nicastro fu distrutta dal terremoto che la colpì catastroficamente una seconda volta nel1873. I Normanni vi fecero edificare la Cattedrale nel 1100. Ferdinando Caracciolo fondò nel 1550 il Monastero dei Padri Cappuccini, sotto il titolo della Madonna dell'Assunta e degli Angeli. Il monastero non ebbe danni durante il terremoto e ciò fu attribuito ad un miracolo di S. Antonio che poi divenne protettore di Nicastro. L'etimologia della parola Nicastro, cioè Neocastrum vuol dire "Città Nuova" o "Nuovo Accampamento". Per alcuni Nicastro sarebbe stata anche l'Antica Lissania.
 
Sambiase
Il Feudo di Sambiase venne aggregato nel 1482 alla Contea di Nicastro, e da quel momento partecipò alle vicende storiche ed economiche di Nicastro. Sant'Eufemia invece ha una storia piu recente, fu infatti dichiarata nel 1935, sul territorio bonificato. Sambiase, oltre alle prime citate "acque termali" offre l'opportunità di una visita al museo etnografico "luogo della memoria" che racconta attraverso gli oggetti e gli utensili, la storia delle usanza locali.
S. Eufemia, pur vantando una storia di un certo interesse (vi sorgeva grande Abbazia Benedettina) a causa dei terremoti e del successivo abbandono del territorio invaso dalla palude e poi bonificato, offre poche vestigia all'attenzione del visitatore. Possiede, però, una stazione ferroviaria di prim'ordine e scalo aereo aperto tutto l'anno a linee aeree nazionali ed internazionali.
I resti dell'Abbazia Benedettina di S. Maria si possono visitare in località Terravecchia, a circa 3 km dalla spiaggia. Considerevoli muraglie testimoniano la grandezza che intorno al mille irradiò tutta la Calabria del suo splendore, in questa zona, nel 1979, sono iniziati gli scavi archeologici a cura della soprintendenza alle Antichità della Calabria.
In fine è bene ricordare alcuni uomini illustri del lametino, che diedero con il loro pensiero e le loro gesta il loro nobile contributo: Francesco Fiorentino filosofo e massimo studioso di Kant; Giovanni Nicotera patriota e partecipante alla tragica spedizione di Sapri; Franco Costabile poeta; E. Borrello storico.
La città di Lamezia Terme è stata costituita nel 1968 dall' On. Arturo Perugini che fu intenzionatissimo a riunire gli ex tre comuni di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia, sotto il nome dell'odierna città. 
Lamezia è sita tra il mare Tirreno e il mare Ionio in una valle a sud del Monte Reventino. Il breve percorso che la separa dal mare (circa 5 Km), nonchè la possibilità di accedere, a distanza di 16 Km, ad una quota elevata, 1050 metri sul livello del mare ( Passo di Acquabona ), la pongono in una posizione felicissima per quanto concerne l'attuazione di una villeggiatura, che si può definire completa se si considera che, oltre alle varie comodità di soggiorno in "loco", si ha, data la brevità delle distanze, in uno stesso giorno, la possibilità di accedere dal mare ai monti, e quindi, di godere i privilegi salutari dell'uno e dell'altro luogo.
Lamezia Terme oggi conta più di 80.000 abitanti, la sua economia si basa sull'agricoltura e sul commercio. La città è collegata con Catanzaro dalla superstrada "DueMari" e con Cosenza e Reggio dall'autostrada A3. E' sede anche di un modernissimo aeroporto internazionale.
La bassa latitudine, la vicinanza al mare e la protezione dei venti data dai monti, determinano un clima tipicamente mediterraneo. La temperatura è abbastanza uniforme su tutto il territorio.
Lamezia, con i suoi 8 chilometri di costa, gli splendidi boschi e le magnifiche montagne e' un centro turistico di notevole interesse e senz'altro uno dei comuni più grandi e quello di maggiore sviluppo della regione.
La centralità di Lamezia Terme permette di raggiungere in tempi brevi moltissimi siti di interesse storico-culturale e naturalistici.
siti web correlati
»www.sambiase.com
 
Flora e Fauna
Il territorio di Lamezia era ricco di boschi con molti tipi di alberi, i piu diffusi erano i faggi, olmi, querce, castagni, pioppi, pini e abeti. Il continuo disboscamento ha ridotto di molto la presenza di questi vegetali. Negli ultimi dieci anni il corpo forestale ha impiantato, nella fascia litoranea, delle pinete e molti frangivento, preziosi dal punto di vista economico e climatico. 
Tra gli esemplari di fauna sopravvissuti sono da citare il lupo, il cinghiale, la volpe, la faina, il tasso, il riccio, l'istrice. Tra i pennuti sono presenti, il corvo, il nibbio, il falchetto, la cornacchia, la civetta ed il gufo. Sono presenti inoltre, la gazza, la pernice, il tordo, il merlo, la beccaccia, il colombo selvatico, ecc...
 
 
 
 
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