«Sento di poter amaramente affermare di essere un rappresentate politico “invidioso” della classe politica catanzarese, specie quando mi viene da osservare quanto nella città capoluogo, negli anni, è stato programmato e realizzato». La considerazione è dell’esponente del comitato provinciale dell’Udc Salvatore De Biase che spiega: «Per l’intanto è innegabile che Catanzaro vanta un primato ineguagliabile, quello che spesso la stessa città ha avuto sia il presidente della Giunta regionale e sia il presidente dell’Ente Provinciale, oltre naturalmente al sindaco della città, con tutti gli interessi e la volontà di ben operare, con scelte mirate e gradite dai cittadini, che individuano il presidente, come rappresentante quasi esclusivo di “area”, con tutte le ricadute che ciò abbia potuto provocare».
«Ciò osservato – prosegue De Biase – è imparagonabile comunque quanto realizzato nel comune e nel territorio dell’attuale sindaco Traversa e ciò che è visibile nella terza città della Calabria, ovvero Lamezia. Naturalmente, per il confronto, occorre osservare i governi Lo Moro e Speranza. Vale a dire (almeno negli ultimi quindici anni), sotto tali governi si programmavano rotatorie sotto il governo Speranza, e sotto la gestione Lomoriana, fondamentalmente fontane. L’unica scelta lungimirante, il piccolo comune, meglio conosciuto come la Multiservizi, oggi attanagliato da prospettive nefaste, che ne minano forse seriamente il futuro dell’ente e dei lavoratori. Cosa accadeva nel frattempo nell’area catanzarese seppur con la premessa iniziale? Per l’intanto le grandi opere si canalizzavano verso Germaneto e quindi: la cittadella sanitaria, lo snodo autostradale, il centro della protezione civile, la cittadella universitaria, la nuova stazione ferroviaria; il progetto della città della degli uffici regionali».
«Senza parlare di Catanzaro città – sottolinea l’esponente dell’Udc – con la realizzazione del Politeama, del complesso San Giovanni, del museo del passato per il futuro, del parco della Biodiversità, del pendolino, dell’avvio del progetto della città fieristica. Insomma scelte importanti per lo sviluppo di un territorio che aggrega e non disperde come purtroppo accade per la città del sindaco Speranza, che dimostra la sua fragilità politica e governativa, con giunte precarie, con assessorati vuoti, con veleni interni alla propria maggioranza, che paga la città e il suo sviluppo».
«A questo punto – prosegue Salvatore De Biase – la domanda sorge spontanea: per quanto tempo ancora il sindaco intenderà contorcersi intorno ad una maggioranza che forse non ha più? Sarà capace di rafforzare il proprio governo per il bene del territorio amministrato? Diversamente sarà praticabile un confronto con le forze politiche responsabili e protesi a garantire un buon governo per la città? Ed in tal senso quali sono gli atti propedeutici che intenderà avviare?»
Domande, conclude l’esponente dello Scudocrociato, «che forse non avranno risposte, con la certezza che la città non può più attendere e restare mummificata nel ruolo di “Cenerentola” della Calabria».

