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23 febbraio 2012
 

Gli svincoli autostradali sono stati trasformati in enormi aree di sosta

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Scritto da: Redazione
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Prosegue lungo la A3 il blocco dell’autotrasporto, cresce il numero dei Tir fermi per adesione alla protesta o perché costretti dai manifestanti. Ormai decine i camion fermi in prossimità degli svincoli autostradali di Lamezia Terme e Falerna o nelle aree private di parcheggio dei ristoranti della zona. Altri grossi mezzi ai margini della Statale 18, a nord del bivio Espresso.
La manifestazione ha unito autotrasportatori del Nord e del Sud, con l’obiettivo di sensibilizzare una volta per tutte alle loro difficoltà non tanto la popolazione quanto chi è deputato a trovare una soluzione adeguata e condivisa alle problematiche che attanagliano il Paese. Un “padroncino” di Pesaro, Athos Casoli, ha puntato il dito contro il caro-gasolio che non gli permette, a suo dire, da un paio di anni a questa parte, di far fronte a tutte le uscite connesse alla sua attività, mentre le tariffe del trasporto sono ferme da quattro-cinque anni.
Un altro camionista, Saturno Maione di Nocera Terinese, che lavora per una ditta della provincia reggina, ha manifestato il fondato timore che, se il suo datore di lavoro continuerà a registrare più spese che guadagno, possa essere licenziato. Ha evidenziato mancanza di considerazione nei confronti della sua categoria. Che non usufruirebbe di veri sconti nemmeno sui pasti consumati negli autogrill. Ha sottolineato come per legge i camionisti non possano guidare per più di nove ore al giorno e come, sebbene il cronotachigrafo montato sui Tir registri ciò che accade durante il viaggio, gli organi competenti non permettano di recuperare il tempo perso per imprevisti, quali lunghi incolonnamenti autostradali, per potere arrivare a destinazione senza incorrere in qualche verbale. Tommaso Catellino di Amantea, autista alle dipendenze di una ditta, ha fatto notare che tra le inadeguatezze con cui gli autotrasportatori devono fare i conti sulla viabilità nazionale sono anche quelle delle aree di parcheggio: insufficienti; piccole; non attrezzate di bagni, lavanderia e prese elettriche per il frigo-car; prive di un servizio di smaltimento dei rifiuti prodotti dall’autotrasporto. Roberto Villella, camionista dipendente di una ditta di San Pietro Lametino, oltre a criticare la mancanza di aree cittadine in cui scaricare le merci senza intralciare il traffico, ha rigirato il coltello nella piaga del caro-gasolio, sottolineando che il suo datore di lavoro per far muovere i suoi quaranta camion, a causa dei recenti rincari, è costretto a spendere 10 mila euro in più al mese.
gazzettadelsud




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