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Ospedale in crisi
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SOVERIA MANNELLI - S'è concluso con l'indicazione operativa di formulare un documento che parte da Soveria Mannelli, condiviso dai sindaci del Reventino, da proporre anche ai primi cittadini dei comuni sede di ospedali di montagna (Acri, San Giovanni in Fiore e Serra San Bruno), da inviare al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti per richiedere un incontro urgente. Il messaggio univoco è mantenere come ospedali generali le strutture sanitarie attualmente catalogate di montagna.
La proposta è stata formulata dal consigliere regionale di Italia dei Valori, Mimmo Talarico, in chiusura dell'incontro "Per l'ospedale e la medicina del territorio" su iniziativa del gruppo consiliare regionale di Idv, il partito di Di Pietro, in un'affollata sala conferenze della Comunità montana del Reventino a Soveria Mannelli.
Oltre a Talarico che ha moderato l'incontro, il sindaco di Soveria Giuseppe Pascuzzi. Che ha sottolineato: «Appena insediati abbiamo convocato una conferenza permanente con 17 sindaci proponendo una stessa deliberazione approvata dai consigli di tutti i comuni dell'area. Congiuntamente abbiamo aderito alle istanze rappresentate dal comitato Pro ospedale del Reventino e del comitato per la difesa della sanità nel Lametino».
Con quest'iniziativa, ha spiegato il consigliere regionale Mimmo Talarico, si vuole costruire un dibattito a più voci per richiamare l'attenzione sulla crisi della aree interne, non solo del Reventino ma anche del Savuto, che devono fare i conti con il progressivo taglio dei servizi, ed il rischio di un ulteriore spopolamento del territorio. «Così com'è molte cose non vanno, vogliano migliorare l'assistenza sanitaria, non siamo contro il Piano di rientro ma chiediamo di discuterne con Scopelliti. Il diritto alla salute non può essere negato alla consistente popolazione montana, vogliamo difendere il ruolo del presidio di Soveria».
Nel doppio ruolo di medico e di sindaco di Conflenti Giovanni Paola ha detto che se la richiesta di incontro con il presidente della Regione non avrà seguito bisognerà sensibilizzare i vertici romani per poter rappresentare direttamente a Leoluca Orlando le istanze di questo territorio.
Per Nicolino Panedigrano, referente del comitato per la salvaguardia della sanità nel Lametino, è in atto un processo di smantellamento del sistema sanitario, aggiungendo che per ridurre i costi basterebbe una sola azienda sanitaria, azzerando i costi dovuti al numero di direttori generali e degli apparati amministrativi. Per Antonello Maida, del comitato Pro ospedale soveritano, la battaglia per la difesa dell'ospedale riguarda la popolazione di circa 40 mila abitanti, ed ha ricordato che ci sono stati 12 mila accessi al pronto soccorso. «Non è vero che l'ospedale produce perdite, è stato portato a questa situazione», ha aggiunto.
Il consigliere regionale Pd Antonio Scalzo, che è stato medico del presidio soveritano: «Non intendiamo tutelare l'indifendibile ma porre l'attenzione su un territorio ed un presidio che non s'è distinto per episodi di malasanità, ma ha fornito sempre risposte ai bisogni dei cittadini».
Per Emilio De Masi e Giuseppe Giordano, del gruppo Idv alla Regione, «il Piano di rientro è indubbiamente una necessità, ma non può essere formulato solo sulla base di mero calcolo ragionieristico. C'è bisogno che vengano considerate le ragioni di ogni territorio».
 
Fonte: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dal Lametino
 
 
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