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Lamezia Terme

16 aprile 2012
 

La città saluta il Papa: arrivederci Santità

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Scritto da: Redazione
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Il tifo sugli spalti è da ultras scatenati. Ma in campo non si sta giocando una partita di campionato: c’è Benedetto XVI. Ieri pomeriggio allo stadio d’Ippolito c’erano 3.000 fedeli. Tutti in piedi sulle gradinate, con bandierine e cappellini, a salutare il Santo Padre.
Dopo il pranzo in episcopio con tutti i vescovi della Calabria e un breve riposo in una stanza allestita per l’occasione, Papa Ratzinger è partito per Serra San Bruno. Prima però, ha attraversato la città, fino ad arrivare allo stadio, dove ad attenderlo c’era l’elicottero dell’aeronautica militare che lo ha accompagnato alla Certosa. Sul manto verde del d’Ippolito c’erano anche l’elicottero della polizia, che ha scortato il Papa in volo fino a Serra San Bruno, e quello dei carabinieri.
Tutto intorno, nel rettangolo di gioco, un dispiegamento imponente di forze dell’ordine. A bordo campo anche i vigili del fuoco e la gendarmeria vaticana che non si è staccata un attimo dal Pontefice. Tra il pubblico anche poliziotti, carabinieri e finanzieri in borghese.
Sugli spalti c’è grande attesa. Tantissimi i bambini e anche gli anziani. Rimasti al freddo e al gelo per ore pur di vedere il loro Papa.
L’emozione sale quando lo speaker annuncia che Benedetto XVI è partito dall’episcopio e sta per arrivare. Ai bordi delle strade, lungo tutto il percorso che dalla curia porta a via Marconi, decine e decine di persone ammassate alle transenne. Tutte impazienti e desiderose di vedere Sua Santità. Cercare un suo sguardo. Ricambiare un saluto. Intanto allo stadio i cori inneggianti il nome Benedetto si fanno sempre più intensi. Fino a quanto dalla curva nord non spunta la papamobile: tutti in piedi a salutare il Santo Padre.
Benedetto XVI sorride. Regala sguardi e saluti ai lametini. La sua auto bianca costeggia il bordo campo. Fino ad arrivare al centro del rettangolo, dove ad attenderlo c’è l’elicottero, oltre a due carabinieri in alta uniforme e l’equipaggio dell’aeronautica militare.
Il Papa scende dalla papamobile e si rivolge ai fedeli: alza le braccia verso in cielo quasi come volesse abbracciare simbolicamente Lamezia. È il suo ultimo saluto alla città. Poi sale sul veivolo. E lo sportellone si chiude.
Intanto il coro sugli spalti si fa sempre più caldo. Sventolano le bandiere. Gli applausi sono interminabili. I fedeli vorrebbero non staccarsi più da questo grande uomo, che riesce ad emozionare con il suo solo sguardo.
Intanto, lo speaker continua a ripetere: «Grazie Santità, non la dimenticheremo mai. La porteremo sempre nei nostri cuori, così come anche lei porterà noi nel suo cuore. La ringraziamo per essere venuto in mezzo a noi, nella nostra città. Lamezia le è grata per tutto questo. Grazie di cuore».
Il pubblico esulta. Vorrebbe poter continuare a “parlare” col Santo Padre. Ma il protocollo è molto rigido. Non si può più aspettare.
Alle 17,02 l’elicottero si stacca da terra. Arrivederci Santità.




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