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Lamezia Terme

17 aprile 2012
 

Momenti di raccoglimento e commozione al suo passaggio

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Scritto da: Redazione
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Bagno di folla di Benedetto XVI in tutta la città percorsa in papamobile. . Ad attendere il suo arrivo in Episcopio per il pranzo, dopo la messa e l’Angelus celebrati nell’area che porta il suo nome, migliaia di persone in festa, in un tripudio di bandiere e fazzoletti con lo stemma ed i colori pontifici, assiepati lungo Corso Numistrano, delimitato dalle transenne e pattugliato da un imponente apparato di sicurezza.
A fare festa comunque non è solo la comunità locale. Molte persone infatti vengono da fuori, incuranti del maltempo e delle alzatacce. Sui loro volti espressioni di vero e proprio giubilo per questo avvenimento che ha il carattere dell’eccezionalità. E non mancano momenti d’intenso raccoglimento e commozione al passaggio della papamobile.
Famiglie con bambini, religiosi, giovani e gruppi organizzati. Suor Annarita fa parte della congregazione delle “Suore orsoline missionarie per la vera evangelizzazione del Sud”. Viene dalla frazione di Fronti e s’è svegliata alle 3 e mezzo. Dice la suora: «Siamo circa 200 tra l’area industriale e la città. Il Santo Padre è il simbolo della presenza di Dio sulla terra e la sua visita qui rappresenta l’inizio di un nuovo corso. Siamo entusiasti anche perché la sua venuta coincide con il nostro primo anno di vita».
Per Luciana Parlati si tratta di un evento «inaspettatamente bello che pone la città alla ribalta nazionale». La signora poi va in profondità: «La parola del Papa per la nostra comunità è come un balsamo che lenisce le ferite e dà coraggio, accendendo in tutti noi la speranza di poter ricominciare una nuova esistenza». Ines Pugliese giudica positivamente la macchina organizzativa: «Sono rimasta meravigliata dall’allestimento dell’area industriale e dalla nostra Cattedrale rimessa a nuovo. Non me la ricordavo così bella. Questo dimostra che anche in Calabria si possono fare delle grandi cose».
La visita di Benedetto XVI è «più importante delle Olimpiadi e unica per la città» secondo Giovanni Gabriele. E sulle polemiche in merito ai soldi stanziati Gabriele dichiara: «Questo argomento mi fa rabbia ed è figlio dell’ignoranza. Come si fa a non capire che c’è un ritorno a livello d’immagine ed economico?». Francesca Rocca è sulla stessa lunghezza d’onda: «La città aspettava il Papa da tempo ed ha risposto con gioia in maniera corale. I soldi sono stati spesi bene. La visita del Santo Padre è superiore a queste bassezze. Tanto la polemica c’è sempre, qualsiasi cosa si faccia». Rocca auspica che «alla memorabile giornata possa seguire un periodo di pace per la città».
Marco Di Marino è un giovane di Catanzaro che accompagna la sua «devotissima» mamma Maria Cataldi. Che racconta un insolito aneddoto: «Mio figlio da piccolo è stato preso in braccio da Giovanni Paolo II. Un fatto che m’ha segnato. Oggi sono qui per la mia venerazione a Papa Ratzinger. Ma credo proprio che l’episodio non possa ripetersi visto che oramai Marco è molto cresciuto». Pure Tiziana Scaglione è una giovane in coppia con la mamma Romilda Guglielmelle. Arrivano da Acri, in provincia di Cosenza. «È stata un’emozione fortissima, mi tremavano le mani. Uno stato d’animo indescrivibile» sostiene la ragazza. E la madre: «Al passaggio del Papa non riuscivo a trovare una bandierina da sventolare. Allora me la sono costruita da sola utilizzando un fazzoletto che avevo nella borsa e l’ho agitato. Proprio in quell’istante il Santo Padre ha rivolto il suo sguardo verso di noi benedicendoci. Ma quello che mi fa venire davvero i brividi è che al suo transito un raggio di sole ha squarciato i nuvoloni neri».

Giuseppe Maviglia




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